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Il nuovo dispensario a Vondroso

Nel piccolo villaggio di Vondroso al sorgere del sole è possibile vedere centinaia di persone già in fila davanti al nuovo dispensario. Ognuno di loro aspetta pazientemente, senza mostrare il minimo segno di fastidio né fretta. I malgasci sono abituati a sostenere un ritmo di vita lento, “mora mora” come usano dire nella loro lingua. Abituati a non lamentarsi mai, quella vissuta quotidianamente è una sofferenza silenziosa ma non per questo meno dolorosa. In Madagascar la sanità pubblica è inesistente. I pochi ospedali presenti nella capitale e nei villaggi più grandi non sono in grado di offrire le cure e l’assistenza necessarie agli ammalati: questi ultimi sono costretti ad acquistare personalmente i medicinali con cui curarsi, portare dalle loro abitazioni materiali e lenzuola, versare un importo quotidiano all’ospedale per il ricovero. Naturalmente la percentuale di popolazione che può permettersi di sostenere queste spese è nettamente minima, mentre tutti gli altri sono destinati a curarsi con metodi naturali, nei casi in cui ciò è possibile, oppure a sopperire. Ne consegue che in Madagascar si può morire anche per una semplice infezione o per un raffreddore curabile con qualche antibiotico. Numerose sono le scene penose a cui i nostri missionari assistono, purtroppo spesso, di ammalati, soprattutto bambini, che non sopravvivono per mancanza di semplici cure. A fronte di tali disagi i nostri missionari non potevano rimanere inerti, nei villaggi da noi assistiti sono stati finora realizzati due dispensari e un ambulatorio oculistico, dove vengono assicurate la presenza di medici per le visite e la distribuzione di medicinali provenienti dall’Italia, frutto, questi ultimi, delle raccolte promosse dai vari gruppi missionari e da singoli volontari presso i medici di base, le farmacie e i benefattori privati. Nonostante tanto impegno profuso sono sempre tanti i bisognosi di cure e assistenza medica: da qualche anno i redentoristi sono giunti nel poverissimo villaggio di Vondroso creandovi una nuova stazione missionaria. Immediatamente, tra le numerose urgenze, è emersa la necessità di realizzare un ambulatorio / dispensario che avesse la capacità di prestare assistenza ad un bacino di utenza assai vasto, comprendente il villaggio di Vondroso e l’estesa area circostante dove sono disseminati tantissimi villaggi più piccoli e ancor più poveri. La richiesta di aiuto dei nostri missionari non è rimasta inascoltata. Memori delle esperienze vissute sul posto anni addietro, alcuni collaboratori / volontari della ditta Atitech – Aeroporto di Napoli Capodichino hanno sottoposto l’urgenza della situazione ai loro colleghi i quali hanno aderito immediatamente al nuovo progetto contribuendo attivamente alla raccolta dei fondi necessari. Oggi è grazie ai sacrifici dei dipendenti Atitech se tanti ammalati usufruiscono dell’assistenza medica e hanno i  medicinali per curarsi. Su una parete esterna dell’ambulatorio è stata apposta una targa recante la dicitura “Donato dai lavoratori Atitech – Napoli”. Attualmente la struttura è in grado di assicurare assistenza medica ai numerosi villaggi della “brousse” intorno a Vondroso, in particolare visite ambulatoriali per la cura delle patologie più comuni e diffuse, vaccinazioni e assistenza alle partorienti
   
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Corsi di alfabetizzazione

Nel 2011 hanno inizio i corsi di alfabetizzazione per adulti a Vondroso, tuttora attivi. I costi dei corsi sono sostenuti interamente dalle missioni estere.
   
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Casa d'accoglienza per malati

La costruzione di una “casa accoglienza per gli ammalati” si è resa necessaria per ospitare le centinaia di persone che, quotidianamente, si recano per le visite mediche presso l’ambulatorio medico nel villaggio di Vondrozo. Provenienti da villaggi molto distanti sono impossibilitati a fare ritorno alle rispettive abitazioni nello stesso giorno, da qui la necessità di creare una struttura in grado di assicurare loro cibo ed assistenza.
   
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Casa per Famiglia

La costruzione di piccoli alloggi formati da cucina, bagno e due camere nasce dalla necessità di assicurare una casa alle tante famiglie di senza tetto costrette a vivere per strada esposte ad ogni forma di sacrificio. Al momento i primi alloggi sono sorti nel poverissimo villaggio di Vondrozo (Madagascar) accanto al centro di accoglienza destinato ad aiutare le giovani ragazze madri e i loro bambini. Spesso i bambini sono frutto di violenze subite, nel centro si assicurano vitto e assistenza materiale e spirituale alle mamme, le quali vengono seguite da personale medico nel periodo della gestazione, durante e dopo il parto; al nascituro vengono assicurati cibo e cure mediche fino al raggiungimento del 2° anno di vita. Una delle piccole abitazioni costruite è stata destinata ad ospitare le giovani ragazze che rimangono incinta durante l'anno scolastico ma sono ancora minorenni, di solito queste ragazzine sono costrette a crescere da sole il loro bambino, nella casetta possono vivere per due anni e quando saranno indipendenti daranno il posto ad altre giovani mamme in difficoltà. La camera più grande della casa sarà usata come sala di riunione e di formazione per le giovani mamme sempre con la speranza e il desiderio di portarle ad una certa autonomia dopo aver vissuto l'esperienza di avere un bambino in giovane età. Il sacerdote missionario responsabile in loco ha pensato anche di utilizzare questa sala più grande della casetta per un altro fine: di sera la camera ospiterà alcuni bambini del villaggio che la utilizzeranno per studiare e fare i compiti. Tante famiglie infatti hanno cinque oppure sette bambini e vivono in capanne di una sola camera che usano come dormitorio e per mangiare, diventa difficile studiare in tali condizioni per cui si è pensato di trovare questa soluzione.
 

 
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